
La storia
Mille anni di storia
La storia del Castello di Monteserico affonda le sue radici nell’XI secolo, quando i Normanni, conquistatori dell’Italia meridionale, edificarono una prima struttura fortificata sulla collina che domina il paesaggio di Genzano di Lucania. La posizione strategica, al crocevia tra le antiche vie di comunicazione che collegavano la costa pugliese all’entroterra lucano, ne fece fin da subito un presidio militare di fondamentale importanza.
Con l’avvento della dominazione sveva nel XII e XIII secolo, il castello conobbe una fase di profonda trasformazione. Federico II di Svevia, il “Stupor Mundi”, lo incluse nella rete dei suoi castelli meridionali, ampliandone le strutture e conferendogli una funzione che andava oltre quella puramente militare, trasformandolo in residenza e centro amministrativo.
Durante il periodo angioino (XIII-XV secolo), il complesso subì ulteriori modifiche architettoniche che ne arricchirono la struttura. I nuovi signori adattarono il castello alle esigenze difensive dell’epoca, aggiungendo cortine murarie e spazi residenziali che ancora oggi testimoniano la stratificazione storica del monumento.
Nei secoli successivi, il castello attraversò fasi alterne di utilizzo e abbandono, fino a diventare il simbolo identitario del territorio di Genzano di Lucania, un luogo dove la storia si intreccia con il paesaggio e la memoria collettiva della comunità .
Le epoche del castello
Fondazione normanna
I Normanni edificano la prima fortificazione sulla collina strategica di Monteserico, dominando la Valle del Bradano e le vie di comunicazione interne alla Basilicata.
Periodo svevo
Federico II amplia il castello, inserendolo nella rete dei castelli imperiali del Mezzogiorno. Monteserico diventa presidio militare e simbolo del potere imperiale in Lucania.
Dominazione angioina
Gli Angioini consolidano le strutture difensive e ampliano il complesso residenziale. Il castello assume la sua configurazione più compiuta come fortezza tardomedievale.
Declino e abbandono
Con la crisi del sistema feudale e i mutamenti geopolitici del Mezzogiorno, il castello perde la sua funzione strategica. Il sito entra in un lungo periodo di abbandono.
Valorizzazione e memoria
Il complesso di Monteserico è al centro di un progetto di valorizzazione culturale promosso dall’A.P.S. Spaziogiovani Genzano E.T.S. in partenariato con il Comune di Genzano di Lucania.
Architettura
La struttura
Il Castello di Monteserico sorge solitario sulla sommità del monte che gli dà il nome, a 557 metri sul livello del mare, in una posizione dominante che abbraccia con lo sguardo l’intera valle del Bradano fino ai confini con la Puglia. La sua forma è quella di un volume pseudo tronco-piramidale — sobria e austera — circondata da una cinta muraria con tratti a scarpa. Il cuore della struttura è una massiccia torre quadrangolare centrale, il mastio, che si sviluppa su tre livelli compreso uno interrato, dove si trova una cisterna per la raccolta delle acque piovane con doppio arco e doppia volta a botte. Al piano terra un’ampia sala è coperta da una volta in tufo a sesto acuto, bipartita da un grande arco di rinforzo; ai piani superiori si accede tramite una scala a chiocciola. Per raggiungere il castello occorre attraversare un ponte e varcare un portale d’ingresso che introduce a una breve corte quadrata, la quale separa il mastio dal recinto esterno che lo cinge. Dagli altri tre lati la struttura si erge direttamente a picco sulla roccia, sfruttando la conformazione naturale del terreno come elemento difensivo. Sono individuabili almeno tre fasi costruttive distinte, dal periodo normanno fino al primo Rinascimento, che hanno lasciato tracce sovrapposte senza mai alterare l’impianto originario a donjon con cui il castello fu concepito.
